“Il 2019 in agricoltura? Un anno difficile”

Coldiretti lamenta l'aggressività del clima e dei cinghiali. Bene la vendita diretta e gli agriturismi

“E’ stato un anno difficile”.

Così il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori e il direttore Giovanni Luigi Cremonesi evidenziano come l’agricoltura prealpina ricorderà il 2019.

Dato più drammatico, quello relativo agli sbalzi climatici, con effetti devastanti su alcune produzioni, a cominciare da quella del miele, messo a dura prova dalla lunga fase di siccità, seguita dal brusco calo delle temperature.

Buone notizie per i cereali, anche se le quotazioni di mercato sono ancora insoddisfacenti; anche la frutta estiva ha sicuramente risentito del maltempo, mentre per il comparto vitivinicolo,  malgrado i capricci del meteo, la qualità si è attestata su livelli molto buoni.

A pesare effettisul varesotto, in particolare, la schizofrenia meteorologica dell’estate scorsa, con grandinate e bombe d’acqua che hanno danneggiato coltivazioni e strutture.

Per quanto riguarda la carne, si registra una ripresa per il mercato dei maiali e del pollame, stabile quello della carne bovina.

Per il lattiero-caseario, le quotazioni del latte vaccino alla stalla hanno registrato una risalita e si sono poi mantenute stabili nell’arco dell’anno, con buone performance sul mercato internazionale soprattutto di Grana Padano e Gorgonzola prodotti anche con il latte munto nella nostra provincia: due formaggi Dop, sui quali ora, però, gravano i dazi imposti dagli Stati Uniti.

Annata boom per la raccolta di funghi e castagne. Qualche difficoltà sul fronte florovivaistico.

Segno più anche alla voce vendita diretta e a quella di AgriMercati (Campagna Amica) e agriturismi di (Terranostra) che si confermano come crescente polo d’attrazione e di contatto con i consumatori.

Pessimo il dato sull’aumento spropositato di ungulati. Nel 2019 le devastazioni provocate dai cinghiali si sono ripetute a ritmo pressoché quotidiano..

Le incursioni hanno provocato danni ai vivai, ai frutteti, alle ortive a pieno campo, agli impianti di piccoli frutti, alle vigne, alle leguminose, oltre alle oleoproteaginose e, come visto, ai prati e al mais da granella e insilato. Più volte Coldiretti Varese ha ribadito la necessità un nuovo censimento sul territorio.

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