Varese: Spreco tessile, “Un sistema che deve cambiare”

“Fast fashion insostenibile e nocivo per l’ambiente”, missione cambiamento lanciata al Salone Estense

Abiti usa e getta che diventano velocemente rifiuti e addirittura inquinanti per l’ambiente. "È un sistema che deve cambiare e che può farlo con la politica e l’impegno comune": questo è il messaggio lanciato dall’incontro nel Salone Estense organizzato e voluto dall’Assessorato alla Tutela Ambientale, Sostenibilità Sociale ed Economia Circolare guidato da Nicoletta San Martino.
Carmela Leone, docente di Diritto Ambientale dell’Università dell’Insubria, ha aperto i lavori con lo stato dell’arte giuridica, partendo dalle norme già previste e le novità dell’ordinamento dell’Unione Europea legatie alle microplastiche tessili e al degrado di acque e suolo.
Dopo di lei la voce di Grazia Cerini, direttrice di Centrocot, la quale ha illustrato gli scenari che possono portare a un riciclo tessile virtuoso anche con materiali provenienti da vendite online di scarsa e pericolosa qualità.
Infine l’esperienza della raccolta differenziata varesina di Vesti Solidale con le difficoltà, illustrate dal Presidente Matteo Lovatti, in termini di sostentamento economico alla luce di un sovraccarico di materiale gettato nei cassonetti. E quella di Don Marco Casale nella raccolta presso la Casa della Carità.
Le conclusioni dell’Onorevole Maria Chiara Gadda che già nella sua legge “antispreco” (166/2016) aveva considerato le implicazioni normative in un settore che oggi richiama, sempre di più, la responsabilità politica e sociale.
“ Crediamo nell’ambizione – ha chiuso l’Assessora San Martino - di iniziare un percorso di consapevolezza del contesto fino a suggerire buone pratiche, perché nel tempo possa introdursi un cambiamento culturale che mitighi l'effetto del fast fashion sui nostri territori, sulla nostra salute, e sulla nostra società per realizzare nel tempo una vera sostenibilità ambientale e sociale”

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