Bestie di Satana, teatro dell’orrore e della salvezza

L'atroce vicenda di cronaca, avvenuta a Somma Lombardo nel 2004, approda in scena grazie all'autore Marco Di Stefano, che ha attinto dai propri ricordi e dalle proprie riflessioni di ragazzo "sfiorato dal Male, ma votato all'arte"

24 Gennaio 2004, nei boschi di Somma Lombardo due giovani cercano di sbarazzarsi del corpo di una ragazza, barbaramente uccisa. Un atto orrendo, cui si aggiungono altre atrocità legate a rituali occulti.

Sono le cosiddette Bestie di Satana, portate in scena nello spettacolo “Poco più di un Fatto Personale” da chi, nella foto di gruppo che ritrae i volti degli assassini, ritrova facce conosciute e ambienti che lo sfiorano, ma nel quale non è mai precipitato.

Lui è Marco Di Stefano, autore di un testo che ruota intorno a domande cruciali: dove sta la linea di confine tra Bene e Male? Quale meccanismo distingue coloro che, a parità di disagio, scelgono la vita oppure la morte, l’arte o la violenza, l’amore o la distruzione?

In regia, Stefano Beghi, che torna Tra Sacro e Sacro Monte, tenendo fede al proposito di un programma che dribbla la vetta espressiva per addentrarsi nelle viscere di una società tutta da esplorare.

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