Riceviamo e pubblichiamo
Da lunedì 16 marzo sarà possibile acquistare i biglietti per le proiezioni e gli incontri del BAFF – B.A. Film Festival. Da lunedì il programma online su www.baff.it
Anche quest’anno il palinsesto del BAFF 2026 propone una ricca serie di Masterclass e incontri di approfondimento che si tengono, in molti casi, nell’aula magna dell’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, partner organizzativo del BAFF. La linea “formativa” è una delle colonne portanti della manifestazione, lo stesso direttore artistico Giulio Sangiorgio guida e segue la giuria giovane, composta da studenti provenienti da tutta Italia e allievi dell’Istituto Antonioni, che assegnerà un premio al termine del festival.
Come da tradizione, il primo degli appuntamenti (sabato 21 alle 16.00) è una lezione eccellente sull’ospite di apertura del festival, Abel Ferrara, tenuta dal direttore artistico, pensata per gli studenti ma aperta a tutti gli appassionati che vogliano “prepararsi” per la serata con il regista statunitense.
Domenica 22 marzo previste due Masterclass. Alle 10.00 proiezione de Il gesto delle mani di Francesco Clerici, che segue il processo di creazione di una delle sculture dell’artista Velasco Vitali, dalla cera al bronzo, presso la Fonderia Artistica Battaglia di Milano, a seguire incontro con l’autore che racconterà il suo lavoro di documentarista e formatore, responsabile di molti progetti realizzati all’interno delle scuole. Alle 16.00, in occasione degli 800 anni dalla morte del Santo Patrono d’Italia, proiezione di Francesco, Giullare di Dio (1950) di Roberto Rossellini. A commentare il film sarà il regista Michelangelo Frammartino, già ospite del BAFF nel 2025, che tornerà alle sue radici artistiche parlando del cinema di Rossellini. «Conoscere oggi il cinema di Roberto Rossellini è fondamentale – commenta Sangiorgio – per la sua epoca il grande regista aveva già previsto e realizzato tutto il cinema contemporaneo e di ricerca possibile».
Un omaggio a uno dei più grandi documentaristi della storia del cinema, scomparso il mese scorso, è quello a Frederik Wiseman, in calendario il 23 marzo alle 10.00. Del regista verrà presentata l’opera di esordio Titicut Follies, che riprende l’inferno del manicomio criminale di Bridgewater in Massachusets. Al termine della proiezione Masterclass su Wiseman curata da Luca Mosso, direttore di Filmmaker Festival Milano.
Uno dei maggiori autori di video essays del mondo, ne ha prodotti oltre 360, è invece Kevin B Lee al BAFF con il suo primo lungometraggio, Afterlives, che affronta in modo critico le tracce storiche e digitali della propaganda estremista, interrogandosi su come le immagini di violenza circolino, mutino e persistano. Appuntamento il 26 marzo alle 15.00. «Un’occasione straordinaria – sottolinea Sangiorgio – per vedere il film di esordio di un artista che riflette con le immagini sulle immagini, all’interno di un festival che si occupa di audiovisivo in tutte le sue forme».
Tra videoarte, fiction e cinema del reale si muovono invece i registi torinesi Gianluca e Massimiliano De Serio che presenteranno a Busto Arsizio il loro Canone effimero, già selezionato alla Berlinale. Attesi il 27 marzo alle 15.00. Il documentario è una sorta di archivio di un’Italia che sta scomparendo, tra riti, luoghi e culti musicali che si stanno perdendo. Immagini suggestive e un cinema inteso come riserva e memoria.
BAFF in libreria
BAFF in libreria offre occasioni preziose per ragionare e discutere di cinema insieme a scrittori, autori e giornalisti. Tre i saggi proposti quest’anno:
Flashback. Il cinema americano come riflesso politico culturale degli anni ‘80 di Matteo Inzaghi (De Piante Editore) descrive film, serie TV, registi, sceneggiatori e attori che hanno caratterizzato il periodo, e approfondisce il legame tra approccio artistico e peculiarità politiche, storiche e culturali. Un libro che permette di riscoprire un decennio di sperimentazioni estetiche, innovazioni narrative e personaggi indimenticabili, e che invita il lettore a guardare il cinema non solo come spettacolo, ma come specchio della società e della storia.
Checco Zalone – Da Cado dalle nubi a Buen Camino. Di cosa ridiamo quando ridiamo di lui (Sagoma Editore), scritto dal critico cinematografico Gianni Canova, analizza il fenomeno comico di Checco Zalone e il suo enorme successo nel cinema italiano contemporaneo. Ripercorrendo i film che hanno segnato la sua carriera, dal debutto fino alle opere più recenti, Canova cerca di capire cosa renda la sua comicità così efficace e popolare. Tra analisi cinematografica e riflessione culturale, il libro esplora il modo in cui Zalone racconta l’Italia, i suoi vizi e le sue contraddizioni, attraverso una risata capace di parlare a un pubblico vastissimo.
La fine della fine, saggio del regista e scrittore Dav






