Gallarate: Al MA*GA il Premio diventa “Arte viva”

MA*GA: il Premio Gallarate “Arte Viva” esplora pratiche performative e partecipative con cinque artisti

Al Museo MA*GA si è aperta la XXVIII edizione del Premio Gallarate, Arte viva. Processi performativi e partecipativi come pratica, visitabile fino all’11 ottobre. Curata da Eva Fabbris, Lorenzo Balbi e Caterina Riva, la rassegna riunisce Allison Grimaldi Donahue, Francesco Fonassi, Francesca Grilli, Beatrice Marchi e Martina Rota, chiamati a misurarsi con opere intese come dispositivi relazionali e attivabili. Il progetto mette in tensione la dimensione performativa con lo spazio museale, includendo parola, suono, corpo e partecipazione del pubblico come elementi costitutivi del lavoro. Grimaldi Donahue riattiva la tradizione della Mail Art a partire dagli archivi del MA*GA, invitando i visitatori a contribuire a un archivio in divenire. Fonassi rilegge il disastro di Seveso con un intervento sonoro che coinvolge anche il Bosco delle Querce, trasformando la memoria ambientale in azione collettiva. Grilli intreccia tempo e migrazione in una scultura performativa che restituisce il suono del mare, mentre Marchi costruisce un racconto sospeso tra quotidiano e visione, animando oggetti abbandonati in un paesaggio mentale. Rota, infine, affida all’acqua un’esperienza immersiva di ascolto e cura.
Nato nel 1950, il Premio Gallarate conferma così la propria vocazione a rinnovarsi, facendo dell’opera un processo vivo e condiviso. Orari al pubblico: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì: 10 – 18; sabato e domenica: 11 – 19. (nella foto l’opera di Francesca Grilli “Ring Ring Ring”, 2013 - ph © Stefano Anzini)

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