Gallarate: Giobia, “La va’ la va’ la fiamma. E' un buon anno"

La Giobia non delude mai a Gallarate, in migliaia ad assistere al rogo. Fiamma alta “anno fortunato”

Brucia bene la Giobia della Pro Loco Gallarate, e con lei bruciano paure e si alzano al cielo i desideri di grandi e piccini, affidati alle fiamme come un rito antico che continua a parlare al presente.

Ad anticipare il rogo le voci in coro di studenti e di insegnanti delle scuole cittadine, guidati dal maestro Carlo Morandi in un momento gioioso e di festa. Poi i saluti istituzionali del sindaco, Andrea Cassani e dell’assessore alla cultura, Claudia Mazzetti oltre che della Presidente della Pro Loco. Non poteva mancare la memoria storica della Pro Loco cittadina, l’ing. Edoardo Guenzani che ha raccontato le origini della Giobia.

In migliaia si sono dati appuntamento per assistere al rogo della Giobia e per condividere il gesto più semplice e più autentico: mangiare insieme. Immancabile il tradizionale risotto con la luganega, preparato nella grande pentola da Guinness dei primati, un piacere per gli occhi vederlo preparare e rimestare dai 6 cuochi, guidati dall’immancabile chef Norberto Rech in una nuvola di vapore e profumi invitanti.

A distribuire salamelle e patatine e tra la gente per tenere tutto sotto controllo, i volontari dell’oratorio di Arnate che si sono adoperati nella realizzazione della Giobia e nell’organizzazione dell’evento.

Protezione civile, Vigili del fuoco, Polizia e forze dell’ordine presenti per garantire la sicurezza.

La formula è sempre la stessa. Non tradisce le attese, non perde forza. È una tradizione che fa stare bene, che rassicura e che, per chi vuole crederci, lascia intravedere come potrà proseguire il nuovo anno.

“La va’ la va’ la fiamma”, come diceva il buon Tenconi, ricorda la neo presidente della Pro Loco, Concetta Masiello, “vuol dire che l’anno sarà propizio e buono per tutti!”.

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