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Pupi Avati e la nostalgia del presente

Serata memorabile, a Luino, per il Premio Chiara alla carriera assegnato al noto regista e scrittore bolognese

La nostalgia del presente è quel momento in cui ti guardi intorno, tra persone care, per pochi istanti, magari a tavola durante una festa di famiglia. E lì, poco prima che svanisca, riconosci la felicità. Così, di fronte al pubblico del Premio Chiara, accorso al Teatro di Luino per il riconoscimento alla carriera, si presenta Pupi Avati, regista e scrittore, autore di decine di film, esploratore della commedia, cantore di Bologna, inventore del gotico padano, pioniere di talenti come Mariangela Melato, scopritore del volto attoriale di Katia Ricciarelli e delle note drammatiche di Albanese, Marcorè e Abatantuono. Autore spiritoso, affabulatore acrobatico, miniera di aneddoti, Avati torna alle sue false partenze, ai primi flop, alla mano tesa di Ugo Tognazzi che accettò di recitare gratuitamente pur di risollevarne le sorti.

Matteo Inzaghi la sintesi di una giornata intensa e memorabile, tra le pagine più belle che il Chiara abbia scritto nei suoi 30 anni di Festival.

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