Testori e Manzoni, la Speranza dei giganti

Nello spettacolo che il Teatro Periferico ha portato al Sacro Monte, il turbamento, la ricerca di senso, le smorfie, le voci, le sonorità della paura, dello smarrimento. E della malattia

L’Ora Buia, che dà il titolo al lavoro del Teatro Periferico, è quella che scandisce la paura, lo smarrimento, il dolore. E’ l’ora della malattia, della morte che incombe e della Speranza che vacilla. Ma che comunque, nonostante tutto, aprirà la porta a chi saprà bussare.

Introdotto dalla direttrice della compagnia di Cassano Valcuvia Paola Manfredi e dal padrone di casa, il direttore artistico della rassegna Tra Sacro e Sacro Monte Andrea Chiodi, lo spettacolo ha visto in scena gli attori Antonello Cassinotti e Dario Villa, coadiuvati da bambole, vestiti ed efficaci effetti sonori.

Al centro del lavoro, a tratti narrativo, a tratti metatestuale, l’incontro-confronto tra la poetica manzoniana e quella di Giovanni Testori.

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