Sullo sfondo, il documentario italiano, premiato al Varese Archeofilm Festival e dedicato al caso Bataclan: il furto della porta dipinta nottetempo da Bansky per rendere omaggio alle vittime della strage avvenuta nel 2015 a Parigi.
Il battente fu ritrovato (in Italia) e finì al centro di un intricato braccio di ferro giudiziario che, ancora oggi, cerca di accertare la proprietà dell’opera.
Fermo restando che il geniale e misterioso autore regala le proprie creeazioni a chi ha la fortuna di poterle ammirare, resta da capire chi abbia ragione tra i litiganti: il proprietario delle mura del Bataclan, quindi degli infissi, o il gestore del locale, cioè il Comune della capitale francese?
In proposito, citiamo un precedente tutto italiano raccontato dall’avvocata ed esperta Chiara Viale. Al centro dell'attenzione, il Leoncavallo di Milano.
"Forse non tutti sanno - spiega Viale - che le opere custodite sulle pareti del centro sociale sono state definite da Vittorio Sgarbi la "cappella Sistina del secondo millennio".
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Varese: Viale racconta l’effetto Banksy sul Leoncavallo
L’avvocata Chiara Viale parte da Parigi, caso Banksy-Bataclan, per raccontare l’analogo fatto del Leoncavallo
- Pubblicato il
Matteo Inzaghi
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