“A queste condizioni io non apro”

Il titolare dello storico "Gestore" di Varese, Diego di Ghionno, trova inaccettabile la regola che consente il servizio ai soli ristoranti con dehors e verande: "Varese non è Roma o Napoli, qui il clima resta rigido e piove spesso. Così saranno avvantaggiati i bar e la gente tornerà ad assembrarsi"

Non bastavano il covid e le chiusure forzate. Ora ci si mettono anche i ricatti del meteo. Ma cosa dobbiamo fare per poter lavorare in pace e in sicurezza?

E’ a dir poco amareggiato Diego Di Ghionno, titolare dello storico ristorante di Varese “Gestore”, noto per l’eleganza della sua location e per la prelibatezza della cucina, affidata al mitico chef Benito e alla sua squadra.

Le ultime novità sulla riapertura di bar e ristoranti, concessa, dopo il 26 Aprile, ai soli locali che possono contare su spazi esterni, lascia decisamente perplesso il ristoratore di viale Aguggiari, che afferma: “A queste condizioni, resterò chiuso e continuerò a servire i miei clienti con il servizi di delivery”.

A fare la differenza, precisa, è la questione meteo: “Certe decisioni – commenta Di Ghionno – vengono prese da chi non solo non conosce il nostro mestiere, ma ignora persino le profonde differenze climatiche tra Nord e Sud Italia”.

Se una misura del genere può avere senso in Meridione, dove il clima è già mite e gli acquazzoni limitati, questo non vale per realtà come Varese, dove le bizze del tempo sono ancora imprevedibili, l’umidità è alta e di sera fa ancora freddo”.

Il ristorante di Diego, per altro, può vantare un estivo ampio e accogliente, affacciato sullo splendido parco. “Sì – insiste il proprietario – ma è una veranda pensata per accogliere i clienti nei mesi più caldi. E come la mettiamo – aggiunge – con tutti i colleghi che non dispongono di tavoli all’aperto, ma che potrebbero comunque garantire sicurezza e distanziamenti?”.

La realtà, conclude il signor Gestore, é che le nuove regole finiranno per avvantaggiare i soli bar, specializzati in aperitivi e dopocena. Perciò, a dispetto di quanto inizialmente riconosciuto (ristoranti più sicuri, bar meno controllabili), ci ritroveremo nuovamente le vie del centro intasate e un rischio contagio più che concreto”.

Insomma – chiosa Di Ghionno – un’altra decisione che spiazza, stupisce e delude. Viene da pensare che qualcuno, per chissà quale motivo, abbia in antipatia i ristoratori“.

 

 

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