Bestiame assetato, cala la produzione di latte

Coldiretti denuncia la crisi del settore, complice la situazione critica delle mucche assetate: "In questi giorni ogni animale arriva a bere 140 litri di acqua al giorno, il doppio del solito". La mungitura segna già n -10% di resa, mentre gli allevatori sono costretti a un surplus di spese per refrigerare le stalle

Mentre il livello di siccità in Lombardia passa da “medio” a “alto” e il governatore Attilio Fontana raccomanda ai concittadini di evitare qualunque forma di spreco d’acqua (qui le sue parole), un altro allarme arriva dall’allevamento e, in particolare, dall’associazione Coldiretti, che denuncia gli effetti collaterali della prolungata siccità sulla produzione di latte.

Nelle stalle del varesotto, spiega il presidente Fernando Fiori, le mucche producono il 10% in meno, perché risultano stressate e sfiancate dalle temperature eccessivamente elevate.

Pensate che, precisa, in questo periodo ogni singolo animale arriva a bere 140 litri d’acqua al giorno, il doppio di quanto normalmente consumato.

Nelle stalle, inoltre, sono in funzione anche ventilatori e doccette refrigeranti per sopportare meglio la calura e i pasti vengono rimodulati per aiutare le mucche a nutrirsi al meglio senza appesantirsi. Al calo delle produzioni di latte – aggiunge il presidente – si aggiungono dunque i maggiori consumi di energia ed acqua che in questo momento sono costosi e carenti.

La situazione nelle campagne è drammatica – afferma l’associazione varesina degli allevatori – in un 2022 segnato fino ad ora da precipitazioni praticamente dimezzate. La preoccupazione è forte anche per il calo delle rese produttive, dall’orzo al frumento fino ai foraggi, con mais e riso osservati speciali.

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