Busto: Esule istriana, “Sono con le vittime di guerra”

Busto, Bruna Paoli, esule istriana: “So come si vive in guerra e dopo. Il mio papà mi manca ancora tantissimo”

Bruna Paoli a giugno compirà 87 anni. Ne aveva soltanto 4 quando suo padre Giuseppe e suo zio vennero infoibati assieme a Norma Cossetto, l’uno gettato con le mani legate col filo spinato e l’altro con una coltellata al cuore per aver urlato “Viva l’Italia” prima di saltare giù. Dopo gli anni difficili della scuola in Istria, annessa all’ormai ex Jugoslavia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1959 fuggì di notte in Italia, nei boschi, col fratello maggiore Ruggero. Con la paura di essere scoperti dalle guardie di confine, strisciando sotto il reticolato verso Trieste, portando con sé soltanto l’immagine della Madonna. In Italia trovò rifugio nel Villaggio Giuliani e Dalmati di Borsano a Busto Arsizio, dove ancor oggi vive. Nel Giorno del Ricordo non è voluta mancare, ma stavolta non se l’è sentita di parlare: troppo forte, ancora adesso, il dolore per la perdita dell’amato papà e per quanto subito dopo. Ma lei, che si definisce italiana due volte, “una per nascita e una per scelta”, ha fatto un’eccezione per noi, affidandoci un messaggio di solidarietà per chi, nel 2026, si trova ancora a soffrire a causa della guerra.

commemorazione anche al tempio civico

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