Cabine telefoniche, la mappa dei ricordi

Andrea Tempestini, 21enne gallaratese, ha ideato e creato un progetto di mappatura di tutte le cabine telefoniche rimaste in Italia, dedicandovi un sito Internet

Vi ricordate l’amore ai tempi delle cabine telefoniche? Scandito dal rumore dei gettoni che, inesorabilmente, segnavano lo scorrere del tempo. Si parlava velocemente, per dirsi tutto, proteggendo la propria privacy dietro le porte di plastica colorata, che ci dividevano dalla coda delle persone in attesa, con le loro monetine tra le mani.

La prima cabina telefonica italiana fu installata in piazza San Babila a Milano, il 10 febbraio del 1952. Nel 2010 Telecom iniziò la rimozione dei telefoni pubblici non più necessari e, da circa 104 mila cabine sparse per il Paese, in un anno si passò a 97.376.

Ma chi l’ha detto che le cabine siano inutili? In caso di emergenza, possono ancora oggi rappresentare un valido punto di riferimento, per chiamare i soccorsi – per chiedere aiuto.

La pensa così il giovane Andrea Tempestini, 21enne gallaratese, che ha ideato e creato un progetto di mappatura di tutte le cabine telefoniche rimaste in Italia, dedicandovi un sito Internet.
Sono 18.830 quelle rimaste. Una ventina proprio a Gallarate.

 

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