Si chiude con un sospiro di sollievo la vicenda che per settimane ha tenuto in apprensione i cittadini di Cassano Magnago. L’uomo di origine egiziana, al centro di numerose segnalazioni per comportamenti che avevano compromesso la tranquillità del quartiere di Soiano e, nell'ultimo episodio, davanti alla scuola dell'infanzia vicino alla chiesa di Santa Maria, è stato accompagnato al CRP di Torino in attesa dell’espulsione. Una notizia accolta con soddisfazione dai cittadini, che avevano lanciato l’allarme anche attraverso i media.
“È davvero un’ottima notizia – racconta una residente – sono contenta che la nostra voce sia stata ascoltata, sia stata raccolta dai media locali, in primis da Rete 55 e poi dalle altre testate fino a Mediaset”. Fondamentale, sottolineano, il lavoro delle istituzioni che “hanno portato a un esito positivo”.
Accanto alla soddisfazione per la buona notizia, però, emerge anche una riflessione più ampia. “Al di là di questa vicenda – osserva un altro residente – resta difficile capire come sia possibile che manchino strumenti giuridici o socio-sanitari per gestire situazioni simili. In una realtà come Cassano un caso ogni dieci anni fa rumore, ma nelle grandi città queste persone finiscono ai margini, invisibili finché non succede qualcosa”.
E ancora: “Da cittadino ed ex assessore di un piccolo Comune, sconcerta sentire un sindaco dire di essere impotente di fronte a un possibile pericolo. Allo stesso tempo – aggiunge – non si può che provare comprensione per chi si trova a operare in un limbo legislativo, forse anche voluto, perché ogni decisione politica su questi temi può risultare scomoda”.
Parole che riaprono il tema della gestione del disagio sociale e della sicurezza urbana. Intanto, nel quartiere, torna la normalità: “Quando si vuole intervenire concretamente, si può fare. Oggi possiamo finalmente tirare il fiato”.






