Insubria, la laurea conviene: “Guardiamo all’estero”

Il rapporto Almalaurea conferma la vivacità dell'università di Varese e Como, quanto a numero di iscritti e rapporto col mondo del lavoro

Studiare all’Università dell’Insubria conviene, in termini occupazionali e di profitto didattico. Lo dimostra il rapporto 2019 di Almalaurea, che ogni anno tasta il polso degli atenei italiani. Lo conferma, a Rete55, Mauro Ferrari, docente di logica matematica, numero uno del Dipartimento di Scienze Teoriche Applicate e Delegato del Rettore per la didattica e la Ricerca. “Lo studio – racconta il professore – sottolinea il buon livello di soddisfazione dei nostri ragazzi e la media di stipendio, più alta rispetto al dato nazionale, che i laureati Insubria guadagnano da uno a 5 anni dopo aver terminato gli studi”. E le criticità? Nessun dubbio: “La presenza ingombrante di Milano sommata alla qualità delle università piemontesi e svizzere rende improbabile uno sviluppo geografico della nostra attrattività. Per questo la nostra strategia guarda soprattutto agli studenti provenienti dall’estero“.

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