Malpensa Express, salvato dai pendolari: “Ora più corse”

Balotta (Legambiente e Osservatorio Trasporti): "Quella che doveva essere una linea da e per l'aeroporto è stata snobbata dai passeggeri e tenuta in piedi dai lavoratori che fanno la spola tra Milano e basso varesotto. Serve un treno ogni mezz'ora"

Un treno ogni 30 minuti. E’ questo ciò che chiedono al Malpensa Express i suoi più assidui e provvidenziali frequentatori, ovvero i pendolari.

Lo afferma, con la consueta determinazione, Dario Balotta, storico ambientalista nonché presidente dell’Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti. Il suo approccio è decisamente pragmatico e suona più o meno così: “Non fosse per i lavoratori che ogni giorno si muovono dal sud della provincia di Varese al capoluogo lombardo, il Malpensa Express avrebbe già chiuso i battenti da un bel po’. Pertanto, si venga incontro alla più semplice delle istanze: garantire un convoglio ogni mezz’ora”.

Balotta parte dal peccato originale del servizio: costoso e sottoutilizzato. “Il Malpensa Express – spiega – non è mai riuscito a decollare, per almeno tre motivi: le alterne fortune dell’aeroporto, la bassa percentuale dei passeggeri che, in arrivo o partenza dallo scalo, utilizzano il treno (solo il 15%, contro il 60% che preferisce l’auto privata o il taxi e il 17% che si muove in autobus) e il costo eccessivo del servizio“.

Perciò, una volta introdotta la preziosa fermata di Busto-Castellanza (attivata nel 2011 grazie alle insistente di pendolari e Legambiente), i treni del M.E. hanno triplicato il numero di viaggiatori, soprattutto lavoratori, i quali hanno accettato una super tariffa pur di approfittare di un mezzo rapido, comodo e, a differenza di altre linee, puntuale.

“Vogliamo che si prosegua su questo passo, magari con qualche ulteriore miglioramento? Bene – chiosa Balotta –  assicurateci un treno ogni 30 minuti”.

 

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