Milano: Italia-Svizzera, volano stracci: "Stop ristorni"

Tensioni tra Italia e Svizzera per Crans. Dure ambasciata e Regione. E in Svizzera c’è chi medita ritorsioni

E’ proprio vero: per costruire serve del tempo, per distruggere basta un secondo. In pochi mesi le relazioni tra Italia e Svizzera sono andate logorandosi, trovando come punto di drammatica svolta la tragedia di capodanno.
E’ stato un crescendo: dall’incendio di Crans-Montana, con la morte di tanti ragazzi e le gravi ustioni riportate da altri, poi i dubbi sull’efficienza dei soccorsi e le polemiche sull’azione giudiziaria, sulle responsabilità del Comune e, infine, sulle fatture inviate in copia alle famiglie colpite.
E se dall’autorevole TeleTicino arrivano inviti a moderare toni e ricucire strappi, altri reagiscono in modo ben diverso, al di qua e al di là del confine.
All’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado che bolla la Svizzera come “vera responsabile della strage e avverte: non pagheremo mai”, si aggiunge l’assessore regionale Guido Bertolaso che definisce “tutto sbagliato quanto fatto dalle autorità elvetiche la notte della strage”.
Ed ecco, da oltreconfine, la reazione de “Il Mattino della Domenica”, che in un articolo al vetriolo avverte: “Visto che si permettono di insultare la Svizzera, cominciamo a bloccare 120 milioni di ristorni dei frontalieri!”.
Insomma, alla tragedia si aggiunge il veleno. E, nel caso specifico, persino la farsa!

Qui l'analisi di Sascha dalcol, direttore di Teleticino

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