Nessuna spallata, nessun assalto alla baionetta. Il mandato Sala prosegue. “Le mie mani sono pulite”, afferma in aula il sindaco, che non utilizza parole a caso: quella frase evoca Tangentopoli, che una trentina di anni fa spazzò via un’intera classe politica partendo proprio da Milano.
Ma questa volta, in Parlamento, non udiamo il tintinnio di manette. Forse perché alle inchieste sui politici abbiamo fatto il callo. Forse perché le ipotesi accusatorie contro il primo cittadino appaiono piuttosto fragili.
Forse perché tutti coloro che indossano la fascia tricolore, o che occupano posti istituzionali di rilievo, sanno che potrebbe toccare a loro. E che il polverone, doloroso e infamante, rappresenterebbe già di per sé una condanna, indipendentemente dagli accertamenti e dalle eventuali sentenze.
Nella bufera, però, resta la Commissione Paesaggio, accusata di pensare agli affari e ai favoritismi, più che alle sorti della città.
Nel servizio, l'editoriale di Matteo Inzaghi.
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Milano: Sala, niente spallata. Il nodo della Commissione
Il sindaco Sala resta in sella. Molti politici fanno quadrato. Ma rimane il nodo della Commissione Paesaggio
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Matteo Inzaghi
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