“Prima Pasqua, ora Natale: stanno minando le tradizioni”

Varese Libera, per voce di Francesco Tomasella, si scaglia ancora una volta contro le decisioni del governo e le misure restrittive previste durante il periodo festivo: "Più facciamo i bravi e più ci rinchiudono. Per questo occorre disobbedire"

“Abbiamo saltato la Pasqua, ora salteremo il Natale. e con le feste sfumerà la messa e con questa diremo addio alle poche ore che possiamo trascorrere coi nostri cari”.

Ne fa una questione culturale, prima ancora che pratica, Francesco Tomasella, leader del Comitato Varese Libera, che da settimane organizza iniziative, manifestazioni e mobilitazioni di protesta contro quella che insiste nel definire “dittatura sanitaria“.

L‘ultimo DPCM, che prevede una serie di drastiche limitazioni nel periodo delle feste e, in particolare, nei giorni 25, 26 Dicembre 2 1 Gennaio, con il divieto di spostarsi tra Comuni, si aggiunge al coprifuoco fissato alle ore 22.00, misura che impedirà la celebrazione della messa di Natale.

Ed è proprio quest’ultimo aspetto che spinge Tomasella a un ulteriore sfogo: “Oltre a mettere in ginocchio l’impresa privata e il commercio, le decisioni del governo stanno sgretolando, passo dopo passo, le nostre radici culturali. Vogliono trasformarci in una serie di consumatori stanziali, che ordinano via internet e azzerano le relazioni umane“.

E a chi gli chiede di pazientare ancora qualche settimana, il portavoce di Varese Libera risponde: “E’ tutto inutile. Più stiamo buoni e più ci rinchiudono. Ecco perché dobbiamo proseguire sulla linea della disobbedienza civile“.

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