A preoccupare sono soprattutto le nuove guerre combattute nelle città, tra droni, intelligenza artificiale e civili trasformati sempre più spesso in “scudi umani”. Di questo si è discusso nel convegno dedicato al Diritto Internazionale Umanitario promosso a Somma Lombardo dalla Fondazione Visconti di San Vito insieme all’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario di Sanremo.
Per il terzo anno consecutivo magistrati, avvocati, docenti, ricercatori e rappresentanti delle forze armate si sono confrontati sulle sfide poste dai conflitti contemporanei e sul rispetto delle convenzioni internazionali nate per proteggere popolazioni civili, personale sanitario e patrimonio culturale.
E dunque il valore etico del Diritto Internazionale Umanitario è stato il filo conduttore del convegno, che si è concentrato sulla protezione dei civili, del personale sanitario, del patrimonio culturale e anche degli animali nei contesti bellici e di crisi, oltre ad offrire riflessioni sui limiti di applicazione delle regole dei conflitti armati e sull’impatto delle nuove tecnologie.
Nel corso degli interventi è emersa la crescente difficoltà di distinguere tra obiettivi militari e civili in un panorama segnato dall’uso di tecnologie emergenti, capacità cyber e armi autonome. “I combattimenti avvengono prevalentemente in aree urbane densamente abitate”, ha spiegato Giorgio Battisti, presidente dell’Istituto, sottolineando come il diritto umanitario debba oggi adattarsi a scenari operativi in continua evoluzione.
Il presidente della Fondazione Visconti di San Vito, Gaetano Galeone, ha invece richiamato la necessità di “risvegliare le coscienze” sul rispetto della vita umana e delle popolazioni civili, auspicando che l’iniziativa possa continuare anche negli anni futuri. Galeone ha infine sottolineato la partecipazione del Prefetto di Varese e di alti ufficiali delle Forze Armate – tra cui i vertici del Comando Militare Esercito Lombardia e dell’Aeroporto Militare di Cameri – nonché del Sindaco di Somma Lombardo.






