“Non chiudete il sottopasso di Varese”. È una voce che continua a rimbalzare in uno dei centri nevralgici della città. Quella zona stazioni costantemente in contraddizione con la necessità di sicurezza, stradale e individuale, in una lotta costante contro il degrado. In questi giorni è partita una raccolta firme per bloccare il progetto ormai pronto per l’inizio dei lavori che porterà ad attraversamenti di superficie.
Le ragioni della resistenza sono tante, sociali, culturali, ideologiche. Perché in fondo quei sottopassi raccontano di una città vissuta costantemente in viaggio. Le corse per non perdere i mezzi contro i lunghissimi semafori rossi. E la lettura svogliata di quelle scritte a bomboletta, più o meno colorite, eterno di battito tra la street art e per qualcuno lo scarso decoro. Là fuori però fanno buona guardia le attività commerciali che, anche loro non hanno dubbi. “Vanno tenuti aperti”
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Varese: Petizione sottopassi, “Al bar li vogliamo aperti”
“I sottopassi sono più sicuri, al bar li vogliamo aperti”. Le voci dei commercianti davanti alle stazioni
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Mattia Andriolo
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