Vittorio Emanuele II, basta piazzate in piazza

Dopo le polemiche e il bagno di folla dell'inaugurazione della rinnovata piazza Vittorio Emanuele II a Busto Arsizio, restano volti tesi e una piazza da riempire di persone e attività

C’era una volta un re… quel che segue però è tutt’altro che una bella storia. Perché l’inaugurazione della rinnovata piazza Vittorio Emanuele II, avvenuta dopo decenni di attesa di un lifting da parte dei cittadini e diversi anni di disagi per lavori in corso, è stata motivo di grandi divisioni. A dispetto del fatto che il sovrano a cui è intitolata venga ricordato per l’Unità d’Italia.
A Busto Arsizio sull’invito a un suo discendente si è divisa l’opinione pubblica e persino spaccata la maggioranza, con Lega e Forza Italia che hanno disertato l’evento lasciando soli il sindaco Antonelli e l’assessore Magugliani. Chi per la coda di monarchici con cui è giunto in piazza Emanuele Filiberto, con tanto di benedizione impartita da un sacerdote del gruppo Savoia, e chi per la coincidenza con l’emanazione delle leggi razziali da parte del nipote del primo re d’Italia, che le firmò esattamente il 17 novembre di 80 anni fa. Certo, a guardare i numeri – circa settecento persone, tra sostenitori e semplici curiosi, a gremire la piazza festeggiando con polenta e bruscitti – praticamente deserto l’annunciato flash mob per contestare l’evento, la questione si liquiderebbe in fretta. Ma la ferita è più profonda. E consumata in Italia visione, con articoli sui quotidiani nazionali e trasmissione de “Le Iene”.
A voler pensar male, chiunque può essere accusato di qualcosa: l’amministrazione di aver insensibilmente ignorato una terribile ricorrenza per un po’ di visibilità portata dal giovane membro di Casa Savoia, l’opposizione e i colleghi di maggioranza di aver voluto cavalcare la polemica in nome della stessa ricerca di visibilità. Al contrario, a voler pensar bene, si può credere che davvero il Comune abbia agito in buona fede e che la stessa cosa abbia fatto chi si è indignato. Insomma, sembra tutta una questione di punti di vista.

Fatto sta che ora, dopo che di tutto e di più è stato detto e scritto, resta da capire se e quando i volti tesi torneranno a distendersi. Senza contare che, dopo il bagno di folla, c’è una piazza da riempire per davvero: case, negozi e il nuovo spazio pedonale. Tutto finora ancora deserto o quasi. Il tempo soltanto potrà dire se anche per quest’angolo di città sia valso l’adagio “purché se ne parli”…
Nel frattempo, una cerimonia ufficiale di commemorazione delle leggi razziali è prevista alle 18 di venerdì con un momento di riflessione al tempio civico e un concerto in sala consiliare. Sarebbe bello che almeno in questa occasione Busto riuscisse a ritrovare la sua unità. Per mettere la parola fine a una brutta pagina di polemiche incrociate e iniziare a scrivere in maniera corale un capitolo degno di quella comunità che si meritò la medaglia di bronzo per la Resistenza e che proprio Vittorio Emanuele II elevò a città.

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