Busto: Tarlisu, discorso in dialetto capito da pochi

Carnevale: ramanzina in bustocco del Tarlisu, ma ormai in pochi in piazza a Busto capiscono il dialetto

E’ la musica della banda di Samarate, coi componenti travestiti da coccinelle, ad annunciare l’avvio del Carnevale Bustese 2026. Inaugurato dalla poesia letta da un tenero gruppo di bimbi vestiti da Tarlisu.
Occhi puntati sulle maschere locali, che come da tradizione danno avvio alla settimana più pazza dell’anno con un discorso in bustocco che prende in giro le magagne cittadine: dalle luci stradali che illuminano quanto candelabri da chiesa alla piscina Manara ancora chiusa, dalla Pro patria (per cui bisogna girare al contrario la classifica per vederla nelle prime posizioni) al Pnrr (la cui definizione sarebbe “per non rischiare la rovina”)… ma in pochi in piazza ormai capiscono il dialetto. Per strappare qualche sorriso in più, ci permettiamo di far notare che servirebbe anche una traduzione in italiano, magari con testo su maxi schermo.
Nel frattempo, pare capire bene le frecciate il sindaco, Emanuele Antonelli, che risponde in tono altrettanto ironico: “Mi parete i miei ex assessori, ma com’è che io posso fare solo due mandati e il Tarlisu riceve le chiavi della città da vent’anni?”. In tempo di ventilati rimpasti di giunta, la si butta insomma in politica. In attesa dei laboratori di Carnevale nella parte dietro del Museo del tessile giovedì e venerdì e soprattutto della sfilata di sabato di carri e gruppi mascherati. Meteo permettendo, perché anche quest'anno il piano B, ossia una data in cui spostare l’evento in caso di pioggia, non è previsto. Nello sfortunato caso, per la Famiglia Sinaghina che tanto si prodiga ogni anno per la manifestazione e per tutti i bambini che attendono con impazienza d’indossare le proprie mascherine, non ci sarebbe proprio alcunché da ridere.

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