Legnano decapitata, in carcere sindaco e due assessori

La bufera giudiziaria travolge Legnano. In carcere sindaco, vicesindaco e assessore alle opere pubbliche. L’ipotesi di reato parla di concorsi pubblici truccati e tangenti.

Tangenti, appalti e corruzione elettorale. Arrestati il sindaco di Legnano Gianbattista Fratus, l’assessore alle opere pubbliche Chiara Lazzarini, l’assessore al bilancio e vicesindaco Maurizio Cozzi. A Fratus e a Lazzarini sono stati concessi i domiciliari. In carcere invece Cozzi. Undici complessivamente gli indagati.

Tre turbative d’asta al centro delle indagini. La prima relativa alla consulenza contabile per Euro.pa service srl  (società partecipata da vari comuni dell’altomilanese), contestata unicamente all’assessore al bilancio. La seconda e la terza, contestate a tutti gli indagati, riguardano rispettivamente il concorso per l’assunzione di un dirigente per lo sviluppo organizzativo del comune e la nomina del direttore generale di Amga spa, capofila delle partecipate legnanesi.

Il sindaco è accusato anche di corruzione elettorale poichè avrebbe nominato un consigliere di Aemme Linea Ambiente srl in cambio dell’appoggio al ballottaggio da parte di un candidato già escluso al primo turno. Il ruolo sarebbe stato infatti assegnato alla figlia di quest’ultimo.

Circa cinquanta gli uomini della guardia di finanza impegnati nell’operazione. A far partire le indagini, un dossier anonimo su Amga fatto arrivare nel 2017 sulla scrivania del sindaco Fratus in cui si evidenziano irregolarità di vario genere, legate soprattutto ad assunzioni e ad  incarichi professionali in Amga.

 

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