Pro Patria, archiviate accuse all’ex patron Vavassori

Le indagini della Procura di Busto Arsizio confermano l'insussistenza delle condotte illecite e afferma la correttezza dell'ex proprietario. Avvocato Colombo: "Fu mediaticamente bersagliato, potrebbe chiedere i danni"

Molto rumore per nulla, scriverebbe William Shakespeare. Ma quando si tratta di volti noti, specie se legati al mondo del calcio, le vicende giudiziarie fanno sempre rumore. Spesso, più del dovuto.

E’ il caso di Pietro Vavassori, ex patron della Pro Patria, indagato dalla Procura di Busto Arsizio per un’ipotesi accusatoria non certo leggera: truffa. E oggi completamente scagionato dal decreto di archiviazione che chiude ufficialmente la partita.

Ad assistere Vavassori, Stefania Colombo, avvocato dell’ A&A Studio Legale, che spiega: “L’ex proprietario del team di via Ca’ Bianca è stato chiamato a difendersi dall’accusa di truffa nell’ambito di presunte irregolarità nella cessione della società a Patrizia Testa, Nazareno Tiburzi e alla Società Sport Plus 4 You S.r.l. In particolare, secondo quanto denunciato da Testa e Tiburzi, Vavassori, in sede di contrattazione, avrebbe volontariamente omesso di rappresentare la sussistenza di un’ingente passività relativa ad oneri previdenziali non versati“.

Le indagini condotte dal PM Nadia Calcaterra hanno, al contrario, dimostrato l’insussistenza di qualsivoglia condotta illecita da parte di Vavassori.

Sempre in senso favorevole a Vavassori – ricorda l’avvocato – si è concluso, qualche tempo fa, anche il giudizio civile che Patrizia Testa aveva incardinato presso il Tribunale di Milano, con ciò consacrando la piena correttezza dell’operato dell’ex dirigente del club.

A suo tempo, l’allora patron biancoblu fu criticato duramente da alcune testate giornalistiche, perciò, alla luce dell’esito giudiziario, non è escluso che Vavassori denunci nelle sedi competenti la “macchina del fango” azionata a suo danno.

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