Tragedia in centro, vince la disperazione

Pino Vuolo, avvocato e professionista molto noto a Varese, si è gettato dalla finestra del suo studio, in via Manzoni. Inutili i soccorsi: sul posto, la polizia

Quando i fantasmi mordono è difficile farli smettere.

Nessuno può dire cosa sia passato per la mente di Giuseppe Vuolo, detto Pino, poco prima di gettarsi nel vuoto, nel pieno centro di Varese, trovando la morte nel cortiletto di via Manzoni, tra il caffé Zamberletti e le vetrine delle Corti.

Quel che è certo, ormai, è che l’avvocato di 62 anni, volto noto della città, professionista di lungo corso, marito di Nicoletta, padre di Raffaella e Giulia, fratello di Massimo e Consuelo (ai quali va la vicinanza di Rete55), intorno alle 9 di mercoledì mattina ha aperto la finestra dello studio legale e si è lanciato.

La morte è arrivata subito, sul colpo, a causa del tremendo impatto sul cemento del cortile.

Sul posto si sono precipitati mezzi di soccorso e polizia, parte della strada è stata chiusa, il bar svuotato, l’accesso negato. I rilievi sono proseguiti fino all’ora di pranzo.

Già manager, avvocato esperto, impegnato in politica negli anni passati, Vuolo viene definito da una persona a lui vicina “un uomo intelligente, sensibile e molto caro, che da tempo lottava contro una forte depressione”.

Alla fine, evidentemente, il “Male Oscuro” ha vinto il suo braccio di ferro. Aprendo una ferita profonda nel cuore di Varese.

 

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