Air Italy: oggi in piazza, domani in pista?

Lavoratori in piazza, a Roma, per invocare il prosieguo degli ammortizzatori sociali e per mettere i potenziali investitori nelle condizioni di poter rilanciare la compagnia. Deidda: "Tavolo unico con Alitalia, serve lungimiranza"

Un anno di delusione e di incertezze, promesse mancate e istanze oscurate.

La rivendicazione dei 1500 lavoratori di Air Italy avrebbe senz’altro meritato più attenzione da parte di tutti. Ma a dirottare altrove l’attenzione dei più hanno pensato l’emergenza covid e l’atavica partigianeria nostrana nei confronti di Alitalia, utile a trasformare ogni altra compagnia aerea in figlia di un dio minore.

Oggi, a Roma, la voce degli addetti è tornata a farsi sentire. Prima di tutto, per ragioni di sopravvivenza, visto che tra un paio di mesi gli ammortizzatori sociali scadranno.

Poi per ragioni di mercato: perché gli investitori interessati a riportare la compagnia in quota non mancano, ma occorre mettere chi ci crede nelle condizioni di poter scommettere.

Ma il nodo Air Italy ha molto a che fare con una politica di settore tuttora immobile. Come già evidenziato all’alba della crisi, serve un unico tavolo che rilanci il comparto in maniera sinergica, puntando sulla professionalità di chi oggi protesta e chiudendo la triste epoca di figli e figliastri.

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