“Bar e ristoranti all’aperto anche d’inverno”

Le perdite vanno dal 30 al 50%. Ferrarese: "A pranzo tavoli vuoti". Le richieste: estensione del plateatico, ritorno dei voucher, prosieguo della cassa

Non è un bel momento per bar e ristoranti, in questa strana Estate di post emergenza caratterizzata da spazi ridotti, clienti spaventati e misure di sicurezza che scoraggiano persino i frequentatori più incalliti. E con l’aggiunta delle infelici dichiarazioni di un’esponente di Governo, la quale, di fronte ai problemi della categoria, anziché proporre soluzioni suggerisce agli addetti ai lavori di cambiare mestiere.

Giordano Ferrarese, che in Confcommercio guida a livello provinciale la FIPE, parte dai dati sulle perdite, che per i bar si attestano al 30%, mentre per i ristoranti arrivano al 50%:,

Lo smart working – commenta – si è tradotto nell’azzeramento delle pause pranzo, momento della giornata in cui i nostri locali si ritrovano pressoché vuoti”. E alla sera? “Bene i bar, che grazie al piacere di un’uscita estiva, si ritrovano i tavolini occupati. Non vale lo stesso per i ristoranti, che alla sera lavorano solo nei week-end“.

Al calo di fatturato, spiega l’esponente FIPE, contribuiscono la diminuzione di posti a sedere, dettata dai protocolli anti Covid e lo scetticismo di molti clienti, ancora spaventati dall’idea di una serata in mezzo alla gente. A questi ultimi, aggiunge Ferrarese, molti di noi vanno incontro col servizio di delivery, tutt’ora attivo in molte realtà. In percentuale, però, il crollo è evidente.

A fare più paura, però, è il ritorno della stagione fredda. “Quando, dall’Autunno, saremo costretti a rinunciare ai tavolini oggi presenti su strade, marciapiedi e piazzette, i problemi che attualmente riusciamo a fronteggiare diventeranno insostenibili”.  Molte attività, avverte Ferrarese, non hanno spazio a sufficienza, al loro interno, per restare in piedi.

Da qui, le richieste della FIPE: “Estendere la possibilità dei dehors, che provvederemo ad attrezzare per la stagione fredda; prolungamento della cassa integrazione e reintroduzione dei voucher, per consentirci rapporti di lavoro più flessibili; revisione del sistema fiscale, in modo da adeguarlo alle circostanze attuali”.

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