Confesercenti, l’ira di Romana: “Delegittimata”

Dell'Erba, ufficialmente eletta il 5 Luglio a Villa Ponti, risulta solo "designata" e in una dura lettera denuncia la lunga serie di cavilli e stratagemmi tesi a delegittimarla. Poi avverte: "Potete cacciarmi, ma io non mi dimetto"

Tre pagine di date, resoconti e amarezza. Tanta amarezza.

La firma è di Romana Dell’Erba, imprenditrice varesina, nota per la titolarità, insieme al marito Maurizio, della gustosa e frequentata Cucina Altamura. Ma anche per tutt’altro tipo di carica, meno golosa, meno imprenditoriale e più istituzionale: presidente di Confesercenti. Ma è davvero così?

La domanda è legittima, soprattutto a seguito della lettera inviata ai media locali dalla diretta interessata, in rotta con l’associazione di categoria che, teoricamente, dovrebbe guidare.

Dell’Erba descrive di suo pugno quelli che definisce “accadimenti che stanno nuocendo alla mia figura di Presidente di associazione regolarmente eletta e, indirettamente, ed è questo il risvolto più grave, a tutti gli iscritti a Confesercenti della provincia di Varese.

Poi ricorda, nell’ordine: la convocazione dell’assemblea elettiva, inviata ai soci il 31 Maggio 2021, la candidatura (unica) al ruolo di presidente, presentata da Dell’Erba in data 4 Giugno 2021. E, più ancora, il 5 Luglio 2021, quando a Villa Ponti si è svolta l’Assemblea, culminata nell’elezione a presidente di Romana Dell’Erba (per rivedere il servizio dedicato a quella giornata, clicca qui).

Poi, però, iniziano i guai, che si traducono in una serie di ostacoli (squisitamente formali) alla concretizzazione del mandato presidenziale.

A Settembre 2021 mi sono attivata per mettere in pratica il piano di sviluppo associativo del mio mandato e svolgere il compito che dagli associati mi è stato affidato. Ho chiesto il verbale di elezione del 5 luglio e la costituzione della Giunta: nessuna risposta. Allo stesso modo – prosegue la missiva –  sono state sviate e lasciate senza risposta tutte le richieste (scritte e verbali) di delucidazione circa le applicazioni dello Statuto. Nel richiedere la normale documentazione della vita associativa ho sempre trovato un muro di gomma che ha respinto ogni tentativo legittimo di ottenimento delle informazioni“.

Da qui l’affondo: “Sono stata delegittimata da un giorno all’altro e senza alcuna giustificazione né formale, né sostanziale, né morale, vedendo la mia posizione derubricata da presidente ELETTA a presidente DESIGNATA!“.

Non ultimo, prosegue Romana, la giunta regionale risulterebbe convocata per un procedimento disciplinare, causato da ingerenze.

In risposta, la “quasi presidente” non ha alcuna intenzione di arrendersi: ha già richiesto l’intervento dei vertici regionali di Confesercenti, minacciando una denuncia alle autorità preposte.

Non sarò certo io a dimettermi“, chiosa Dell’Erba.

Insomma, non c’è pace per Confesercenti  Varese, che anni fa visse un periodo di culminato in uno sostanziale smantellamento della leadership provinciale, rimasta come brand ma coordinata, di fatto, da una regia regionale. Noi osservatori locali credevamo che l’elezione di Dell’Erba, seguita alla buona presidenza di Christian Spada, avesse riportato sul territorio la leadership dell’associazione. A giudicare dagli ultimi sviluppi, ci sbagliavamo.

 

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