“I nostri tessuti piegati. Dalla crisi”

Parla Mario Montonati, della storica tintoria Clerici di Gallarate: "La bolletta del metano del solo mese di gennaio é schizzata a più di 126 mila euro. Lo scorso anno, con un consumo di poco inferiore, la cifra non aveva nemmeno raggiunto i 35 mila euro. Siamo preoccupati. Per nostro futuro e per quello dell'intero Paese"

Tra i fiori all’occhiello dell’economia italiana, spicca certamente la moda. Il settore tessile del Bel Paese ha saputo differenziarsi nel corso dei decenni, puntando sulla qualità e sulla ricercatezza: caratteristiche uniche nel panorama mondiale, alle quali si aggiungono flessibilità – competenza e capacità di innovazione.
Ma questi indiscutibili punti di forza rischiano di essere calpestati e distrutti dal continuo aumento dei costi. Dalle materie prime all’energia.

Lo sa bene Mario Montonati, della storica tintoria Giovanni Clerici di Gallarate, da generazioni eccellenza tessile Lombarda. “Il caro energia mette a rischio la nostra sopravvivenza” – dice ai nostri microfoni.
E numeri alla mano, é facile credergli. La bolletta del metano del solo mese di gennaio é schizzata a più di 126 mila euro. Lo scorso anno, con un consumo di poco inferiore, la cifra non aveva nemmeno raggiunto i 35 mila euro.

Bollette triplicate, dunque, ma anche costo delle materie prime alle stelle: la situazione è ormai insostenibile.

“Nel corso degli anni”, conclude Montonati, “abbiamo fatto di tutto per migliorare la nostra efficienza energetica, raggiungendo ottimi risultati. Ma a cosa é servito? I nostri sforzi sono stato vanificati da questo aumento dei costi che rischia di mettere in crisi la nostra azienda, l’intero settore e tutto il Paese”.

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