Lunghi: “L’economia riparte dalle donne”

Sono 171mila le lavoratrici della provincia di Varese, ma nei primi nove mesi del 2020 il tasso di occupazione è sceso al 56,3%

Sono 171mila le donne lavoratrici della provincia di Varese, ma nei primi nove mesi del 2020 il tasso di occupazione è sceso al 56,3%. “Oggi più che mai, l’imprenditoria e il lavoro femminili sono strategici per la ripartenza del nostro Paese” – dice il presidente di Camera di Commercio di Varese Fabio Lunghi.

 

Dati Istat alla mano, se negli ultimi anni il tasso di occupazione femminile sul nostro territorio era cresciuto fino al 59,6%, nel 2020 le donne varesine hanno subito pesantemente le conseguenze della pandemia: nei primi tre trimestri dell’anno, la media è calata di oltre 3 punti percentuali, attestandosi al 56,3%. Questo a fronte di una diminuzione del tasso di occupazione totale pari a 1,4 punti percentuali, dal 66,7% al 65,3%. Rimane quindi alto il divario tra generi, con la media maschile che arriva al 74,2%. Divario accentuato dal fatto che le donne sono maggiormente occupate nei settori e nelle professioni più colpite dalla crisi: come turismo e ristorazione. Inoltre, sono più spesso impiegate con contratti a termine e maggiormente esposte ai problemi legati alla conciliazione dei tempi lavoro/famiglia.

 

Le nuove generazioni di donne  – inoltre – investono sempre di più in istruzione e formazione. Nel complesso sono arrivate a costituire il 55% tra coloro che, in provincia di Varese, posseggono almeno una laurea breve o un titolo di specializzazione di Istituto Tecnico Superiore post diploma.

 

Infine, le imprese femminili in provincia di Varese a fine 2020 erano 12.088, con un peso pari al 20,7% sul totale di quelle attive sul nostro territorio. Le aziende al femminile risultano più giovani: l’11,2% sono guidate da under 35, a fronte di una media dell’8% nel caso di quelle maschili.

 

 

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