Lunghi: “Stop a diesel e benzina? Un autogol”

Il presidente della Camera di Commercio considera l'iniziativa un danno economico a 73 mila imprese della filiera: "L'Europa dovrebbe mostrarsi più severa sulla guerra e più flessibile sulle politiche energetiche"

Una scelta avventata, che rischia di tradursi nell’ennesimo autogol“.

Così Fabio Lunghi definisce la presa di posizione europea, che si riassume nell’addio alla vendita di motori “tradizionali” (cioè alimentati a diesel o benzina) a partire dal 2035.

Meglio sarebbe, per il presidente della Camera di Commercio di Varese, destinare l’intransigenza comunitaria alle politiche strategiche e militari, vista la drammatica crisi internazionale scoppiata a pochi km dai nostri confini. E, al contrario, concedere maggior flessibilità alle autentiche urgenze del momento. Prima tra tutte, la questione energetica, con costi in continua ascesa e tariffe ormai insostenibili.

Per di più – aggiunge Lunghi – non stupisce che il principale promotore del bando alle auto endotermiche sia di nazionalità olandese, perché esponente politico di un Paese che non ha mai vantato una manifattura trainante”. 

Diversamente dall’Italia, chiosa il presidente, dove la decisione rischia di costare caro a 73 mila imprese.

 

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