Reduce dall’incontro di Confcommercio in Google, il ricercatore Emanuele Frontoni riflette sui primi passi di imprese e lavoratori nell’Intelligenza Artificiale.
Serve concretezza, ripete: chi resta legato agli schemi passati perde competitività. Chi si fa prendere dal panico confonde l’opportunità con il caos.
Sbaglia, secondo Frontoni, chi tratta l’intelligenza artificiale come una persona, chi la interpella salutando, ringraziando e improvvisando impossibili conversazioni.
Coglie nel segno, invece, chi delega alla macchina mansioni alienanti, più adatte a un sistema che a un essere umano.
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Milano: Prof Frontoni: “Diamo alla IA i lavori alienanti”
Il ricercatore sull’intelliigenza artificiale: “Non umanizziamola e deleghiamole le mansioni più alienanti”
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