Varese come i migliori quartieri di Milano

Il 36esimo convegno annuale della Federazione italiana mediatori agenti immobiliari della provincia di Varese ha fotografato la situazione del mercato

“Varese si strutturi come quartiere nobile di Milano”:  é stato questo uno dei passaggi-chiave del discorso di Santino Taverna, presidente nazionale della Federazione italiana mediatori agenti immobiliari, intervenuto in occasione della 36esima edizione del convegno annuale organizzato dalla Fimaa della provincia di Varese, che fa parte del sistema Confcommercio.
Taverna ben conosce la realtà locale, visto che da qui proviene. Sa bene dunque che, come illustrato all’incontro ospitato a Ville Ponti, il territorio non fa eccezione in termini di compravendite rispetto alla dinamica nazionale. Così come sa che, mentre nella vicina Milano i prezzi continuano a salire, a Varese e dintorni continuano invece a scendere.
Ad analizzare questa situazione, in occasione della tavola rotonda promossa per i 377 associati del Varesotto, sono stati il neo presidente della provincia, Emanuele Antonelli da Busto Arsizio, il numero uno della Camera di Commercio, Fabio Lunghi da Gallarate, e l’assessore comunale alla Pianificazione territoriale e lavori pubblici, Andrea Civati, che ha sostituito il sindaco di Varese. Tutti concordi su come, a causa della grave carenza di collegamenti efficienti tra il Varesotto e il capoluogo regionale lombardo, sia difficile attrarre cittadini e dunque rigenerare il patrimonio architettonico già esistente ma abbandonato. Una considerazione condivisa, ma con alcune differenze a livello di previsioni per il futuro: più ottimista Civati, dichiaratamente pessimista Antonelli, una via di mezzo Lunghi. E proprio alle istituzioni è stato rivolto l’affondo finale di Fabio Minazzi: intervenuto per presentare la prima edizione del percorso biennale di alta formazione destinato ai mediatori immobiliari, il docente dell’Università dell’Insubria ha infatti bacchettato i politici, invitandoli a trovare le soluzioni che un tempo i loro predecessori – che qui portarono due linee ferroviarie, la prima autostrada e uno scalo oggi internazionale – furono in grado di creare: “Se non ci riescono vadano a casa – ha tuonato tra gli applausi – perché noi abbiamo bisogno di politici che sappiano farlo”.

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