Iniqua, ingiustificata, intempestiva e forse illegittima.
Non lesinano aggettivi CGIL, CISL e UIL per bocciare la cosiddetta tassa sulla salute a carico dei frontalieri che lavorano in Svizzera da prima del Luglio 2023 e che, nei desiderata del Governo, andrebbe a rimpolpare le buste paga del personale sanitario che opera al di qua del confine.
Come accennato, il provvedimento è considerato ingiusto perché, dice Marco Contessa (CISL), aggrava la posizione fiscale di chi già paga le tasse e genera ristorni, tradisce l’impegno di non caricare ulteriori balzelli sui lavoratori e mette in discussione l’universalità del servizio sanitario nazionale.
A questo si aggiungono altre due motivi di dissenso: il primo riguarda la limitazione al 25% della soglia massima di telelavoro. Il secondo la revisione dello status di frontaliere, incardinata sul concetto di “frazione di giorno”.
Ragioni sufficienti per chiedere l’immediata apertura del tavolo di confronto interministeriale, previsto dalla legge entrata in vigore il 13 Giugno 2023.
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Varese: Frontalieri, chiesta la riapertura del tavolo
CGIL, CISL e UIL di nuovo all’attacco della tassa sulla salute imposta ai frontalieri: “Iniqua e illegittima”
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