Cerca
Close this search box.

Varese: Frontalieri, la Svizzera preferisce gli over 45

Ricerca Enti Bilaterali: un’ampia fetta di frontalieri varesini ha più di 45 anni e lavora nel commercio

Un esercito sempre più attempato, in prevalenza maschile, più indipendente e impegnato soprattutto nel Terziario. E’ la fotografia dei frontalieri così come scattata dall’Ente Bilaterale attraverso il suo Osservatorio, elaborata da EconLab e incentrata sul decennio 2012-2022. Sul totale di 381 mila lavoratori in Svizzera, 214 mila sono francesi, 90 mila italiani e 64 mila tedeschi. Guardando a casa nostra, 68 mila sono lombardi e la gran parte di essi opera in Canton Ticino. Sul fronte provinciale Varese conta 29.146 frontalieri, 340 in meno dei vicini comaschi. Nettamente steccati piemontesi, valtellinesi, milanesi e bolzanini. I lavoratori sono in prevalenza uoini, con un 39% di donne e, come accennato, la media d’età è in crescita: In 10 anni la Svizzera ha abbracciato le professionalità di sempre più persone tra i 45 e 59 anni e anche di over 60. Molto più bassa la richiesta di giovani sotto i 20 anni o tra i 30 e i 44. Un dato quest’utimo, che accomuna al VCO, che anzi vanta un numero ancor più massiccio di frontalieri coi capelli grigi. E che fa riflettere circa il combinato disposto di esperienza e competenze, evidentemente più gettonato oltreconfine rispetto a un mercato italiano che insiste sul valore del ricambio generazionale senza se e senza ma. Significativo anche il dato sui settori, che vede un netto distinguo tra varesotto e VCO. Un quarto dei frontalieri della nostra provincia è impegnato nel commercio. Il 17% nelle professioni, il 15% nei servizi, il9,5 nel sociosanitario e solo il 7 nel Turismo. Ben diversa la realtà piemontese, dove svettano gli operatori sociosanitari e dove il Turismo offre alla Svizzera una più ampia rosa di professionalità. Infine, l’aspetto dinamico: se è vero che il frontalierato è cresciuto molto negli scorsi 10 anni, è altettanto vero che, almeno in provincia di Varese il fenomeno appare destinato a stabilizzarsi, lasciando più di un interrogativo sugli effetti che provocherà il nuovo accordo fiscale tra l’Italia e la Svizzera.

Disponibile su Google Play
Disponibile su Google Play