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Varese: Negozi in calo, Ambrosetti suona la carica

Unioncamere, calano i negozi di abbigliamento (-9 mila in 3 anni). Ambrosetti: "Bisogna evolversi"

Facile lamentarsi, necessario reagire. Paolo Ambrosetti è sicuramente uno dei commercianti più attivi in termini di comunicazione. Il suo è un negozio storico, immerso nel cuore di Varese, ancora molto “fisico”, ma non per questo scevro da continui aggiornamenti organizzativi. Per questo l’imprenditore, coscienza critica della categoria e del dibattito cittadino, non si spaventa di fronte ai dati di Unioncamere, che segnalano l’impennata di esercizi chiusi, specie nel settore dell’abbigliamento: 9 mila negozi in meno dal 2019 ad oggi, con un dato particolarmente aggressivo in Regioni come Lombardia, Lazio e Toscana. Colpa del commercio online, tagliano corto molti osservatori. “Colpa della refrattarietà al cambiamento”, risponde Ambrosetti, il quale snocciola gli investimenti che un commerciante, oggi, non può assolutamente evitare: “Piani redazionali, lavoro costante sui social, allestimento di un sito accattivante o di uno shop online e attivazione di una community su whatsapp o telegram, utile a fare gruppo, creare affiatamento e appartenenza”. Insomma, per Ambrosetti quello delle compravendite via internet resta un’opportunità, che altri tendono a trasformare in alibi. “Peccato, chiosa, che a spaventare tanti giovani potenzialmente disposti a gettarsi nellavve del commercio, siano tasse e oneri burocratici”. Forse, quindi, è su quest’ultimo scoglio che occorre concentrarsi.

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