Ex Caserma, i “sassolini” di Galimberti

Il ricandidato sindaco torna in Piazza Repubblica e attacca nuovamente la proposta alternativa dello sfidante Matteo Bianchi: "Un cambio di rotta ci costerebbe 2,5 milioni, nonché il trasloco dell'Archivio del Moderno e la paralisi del cantiere"

Gira e rigira, la campagna elettorale di Varese torna sempre al punto di partenza: Piazza Repubblica e la ex Caserma Garibaldi.

In Piazza è approdata, ieri sera, la fiaccolata delle donne del centrodestra (qui il servizio). E oggi, sempre da quelle parti, si è concentrato anche il centrosinistra, col sindaco uscente e ricandidato Davide Galimberti.

Motivo della odierna uscita, l’ennesima replica allo sfidante Matteo Bianchi e alla proposta di quest’ultimo circa il destino della ex Caserma, che il candidato vorrebbe trasformare nella nuova sede degli uffici comunali.

In risposta, Galimberti indica in 2,5 milioni di euro il potenziale costo della svolta, accusa l’avversario di fare propaganda sulla pelle della città (“Se si facesse come dice lui – afferma – l’incompiuta rimarrebbe tale per chissà quanti decenni) e bacchetta il governatore Fontana: “Le scelte fatte sono state seguite e ratificate dal Presidente della Regione, lo stesso che oggi si dice pronto a fare marcia indietro“.

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