Gallarate: Asili, scontro in Consiglio su rette e governance

Materne a Gallarate, maggioranza boccia mozione delle minoranze e conferma aumenti calmierati

Seduta tesa, lunedì 9 febbraio, in Consiglio comunale a Gallarate, convocato d’urgenza dalle opposizioni sul futuro della Fondazione Scuole materne. Al centro il nodo rette, la sospensione delle Sezioni Primavera e, soprattutto, il funzionamento della governance. La mozione delle minoranze è stata respinta (16 contrari, 9 favorevoli), ma dal dibattito emerge una visione condivisa: “qualcosa non ha funzionato” e servirà fare chiarezza, capire responsabilità e agire.

Il confronto si è acceso sulle polemiche legate ai verbali del Consiglio di amministrazione e alle notizie circolate nei giorni precedenti, l’assessora alle Attività formative Claudia Mazzetti ha respinto “ricostruzioni giornalistiche prive di senso logico”.

Il sindaco Andrea Cassani ha messo sul tavolo i numeri ribadendo, “C’è un servizio e qualcuno deve pagare”. Da qui la linea già annunciata: tutela per chi è già iscritto con aumenti calmierati (fino al 10%) per primo e secondo anno, e compartecipazione per i nuovi ingressi in base all’Isee. “Il Comune ha voluto dare un segnale forte al Cda: così non si può continuare”. Sulle sezioni primavera, Cassani ha spiegato che le nuove regole di agibilità rendono impossibile riattivarle negli edifici di Crenna e via Poma, assicurando però che “non c’è pericolo per la sicurezza dei bambini” e ribadendo che a Madonna in Campagna invece si possono riattivare, per chi è interessato.

Dalle opposizioni, Lauricella avverte la maggiornaza che il Consorzio viene messo in pericolo, Serati ha sottolineato che si tratta di “investimento sul futuro delle famiglie e non di costi”, Silvestrini ha denunciato “scelte drastiche e improvvisate” e una “strategia di depotenziamento”, mentre Coppe ha incalzato: “Come si razionalizza senza un piano industriale?”. Gnocchi ha chiesto il ripristino delle sezioni primavera come “minima speranza di sopravvivenza”.

In maggioranza, Deligios e Sorrentino hanno riconosciuto che nella gestione “qualcosa non ha funzionato” e che servirà fare chiarezza, chiedendo un piano industriale entro giugno. Un punto su cui, pur tra toni duri, il Consiglio sembra convergere. La mozione è stata bocciata, ma la partita resta aperta: la sostenibilità della Fondazione passa ora da numeri, responsabilità e tempi certi.

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