Le dimissioni di Moratti aprono la campagna elettorale

La vicepresidente lascia la giunta Fontana, accusata di non rispondere più alle esigenze dei lombardi. Forti critiche alle posizioni del nuovo governo. Al suo posto, Guido Bertolaso. Il governatore: "L'ormai ex assessore guarda a sinistra"

Un terremoto politico, non del tutto inatteso, scuote la giunta lombarda e apre, de facto, la campagna elettorale delle Regionali.

Letizia Moratti si dimette dal doppio (e assai prestigioso) ruolo di Vicepresidente e Assessore al Welfare di Regione Lombardia.

Il suo passo indietro non avviene affatto i punta di piedi, bensì accompagnato da critiche a diversi livelli di Governo: quello regionale, appunto, accusato di aver “smorzato” l’efficacia della propria azione amministrativa. E quello nazionale, guidato dalla neo premier Giorgia Meloni, reo di posizioni troppo indulgenti sui no vax e troppo “sfumate” sulla campagna vaccinale.

Più nel dettaglio, l’ormai ex numero due di Palazzo Lombardia, dopo aver appreso con favore la decisione di mantenere l’obbligo della mascherina in ospedali e RSA, stigmatizza la decisione del nuovo esecutivo di reintegrare i medici che si erano rifiutati di vaccinarsi e, nello stesso tempo, la scelta di aver sorvolato sulla importanza cruciale dei vaccini.

Pronta la reazione del Presidente della Regione Attilio Fontana, che dal punto di vista amministrativo, ha già affidato la delega del Welfare a Guido Bertolaso, ex Capo della Protezione Civile, di professione medico, e responsabile della campagna vaccinale lombarda. Dall’inizio della legislatura, 2018, Bertolaso è il terzo assessore cui fa capo la complessa materia della Sanità regionale. La delega faceva inizialmente capo a Giulio Gallera, “disarcionato” dalle polemiche legate alla sua gestione della fase più acuta della pandemia.

Dal punto di vista politico, Fontana definisce sorprendenti le critiche di Moratti alla politica regionale, della quale “ha fatto parte per un anno e mezzo senza mai sollevare problemi“.

E’ chiaro, attacca il governatore, che la ex Vicepresidente sta guardando a sinistra.

Vanno quindi a prendere corpo le voci, sempre più insistenti, su una candidatura di Letizia Moratti alla presidenza della Regione. Un impegno che, alla luce degli ultimi fatti, rischia di mettere in imbarazzo il primo partito di maggioranza, Fratelli d’Italia. Se è vero, infatti, che le parole odierne della ex vicepresidente della Regione criticano direttamente le posizioni della premier-leader Meloni, è altrettanto vero che, all’interno del centrodestra lombardo, i primi endorsement a un’eventuale candidatura di Moratti arrivarono, a metà Settembre, proprio dai meloniani.

Proprio per questo registriamo, a stretto giro, il commento di Barbara Mazzali, capogruppo FDI in consiglio regionale: “Le dimissioni di Letizia Moratti hanno poco O NULLA a che vedere con le recenti decisioni prese dal nuovo Governo”. Poi la stoccata: “Le auguriamo buona fortuna, ma ci saremmo aspettati maggior coerenza“.

Rincara la dose il “fontaniano di ferro” Giacomo Consentino, consigliere regionale di Lombardia Ideale: “Moratti abbraccia il centrosinistra, noi pronti per sostenere Fontana con una (vera) lista civica“.

Dall’opposizione, caustico il Cinque Stelle Nicola di Marco: “Centrodestra al capolinea”, mentre il Segretario regionale del PD Vinicio Peluffo si dice pronto per dare ai lombardi una “valida alternativa di Governo”.

 

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