Una lettera di addio dura e definitiva, che non lascia spazio a retromarcia né a ripensamenti.
E' quella che porta la firma die gruppi che, agli esordi della "era Vannacci" avevano convintamente aderito al suo Mondo al Contrario. E che oggi, con la stessa convinzione, salutano e se ne vanno.
Ecco il testo integrale del comunicato:
"Il “Mondo al Contrario” è… il mondo al contrario
Quello che negli slogan viene raccontato come un movimento organizzato, strutturato e combattivo, nella realtà dei fatti si è rivelato l’esatto opposto: un caos permanente, privo di guida, di metodo e di credibilità.
Il MAC non ha mai avuto una vera struttura gerarchica, non ha mai definito ruoli chiari, non ha mai costruito una catena decisionale efficace. Tutto è stato lasciato al caso, all’improvvisazione e all’arbitrio di pochi.
Altro che disciplina, altro che modello “militare”: il MAC è stato un bluff politico e organizzativo.
La rappresentazione plastica di questo fallimento è il ridicolo flash mob davanti al Parlamento in occasione del voto sull’invio di armi all’Ucraina: otto persone. Otto. Un’umiliazione pubblica che certifica la distanza abissale tra la retorica dei vertici e la realtà sul territorio.
I problemi non sono episodici, ma strutturali.
L’allora Presidente del MAC ha ostacolato direttamente l’attività dei Team, rifiutandosi di fornire il proprio documento al Comando della Polizia Municipale di Milano, rendendo impossibile l’occupazione di suolo pubblico per i gazebo dell’Associazione per la sicurezza.
Non solo: non ha mai rilasciato le deleghe necessarie per l’organizzazione dei banchetti in numerose zone d’Italia, paralizzando di fatto l’azione di chi, sul territorio, lavorava concretamente e a proprie spese.
Il Direttivo, salvo rarissime eccezioni, è risultato inerme, assente, irreperibile: telefoni spenti, nessuna disponibilità al confronto, nessun supporto operativo.
Una dirigenza chiusa in se stessa, completamente scollegata dalla base, incapace persino di garantire una comunicazione minima con chi rappresentava il MAC nelle piazze e nelle città.
Nel frattempo, l’unico vero interesse dimostrato dalla dirigenza è stato quello di organizzare incontri pubblici a pagamento, trasformando quello che avrebbe dovuto essere un movimento politico in una sorta di circuito commerciale, mentre i Team venivano lasciati soli, senza strumenti, senza indicazioni e senza risposte.
Ancora più grave è la totale opacità sulla campagna tesseramento 2026:
nessun dato ufficiale, nessuna comunicazione sui numeri degli iscritti, nessuna trasparenza sul confronto con il 2025.
Un silenzio che non è casuale, ma che conferma il fallimento di una gestione incapace di rendere conto del proprio operato.
Di fronte a questo quadro desolante, continuare avrebbe significato accettare la farsa, legittimare l’incompetenza e sacrificare la credibilità di chi ha sempre agito con serietà e coerenza.
Per questi motivi, i firmatari del presente comunicato dichiarano la rottura totale e definitiva con il Movimento MAC, che non viene più riconosciuto come interlocutore politico né come struttura organizzativa affidabile.
Non si tratta di rancori personali, ma della presa d’atto di un fallimento conclamato, politico, organizzativo e morale.
Chi lavora sul territorio merita rispetto, chiarezza e serietà.
Tutto ciò che il MAC, nei fatti, non è mai stato in grado di garantire".
M. Mantovani, Team leader “23 Ottobre” Milano, A. Colombo, Team leader “Decima Laghi” Varese, Team leader “Decima Bustense” Busto Arsizio, A. Cavallini, Team leader “Umberto Boccioni” Verona.






