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Milano: Bonomi in campo contro la “politica ignorante”

Il manager Beppe Bonomi formerà i Repubblicani di Reguzzoni: "Credo nella scuola politica. E nel federalismo"

Prima il manager della Sanità Carlo Lucchina, ora il manager dei cieli, delle strade, dell’Arexpo e di tanti altri giganti pubblici e privati, Beppe Bonomi. I Repubblicani di Marco Reguzzoni continuano a conquistare simpatie tra i nomi forti di un passato che, fin dagli spessi curricula dei suoi protagonisti, evoca una parola chiave: competenza. E’ il caso dell’ex Presidente e Amministratore di SEA, che giovedì 30 Novembre, a Milano, salirà in cattedra per riflettere sul modello capitalistico. Non una relazione, bensì una vera e propria lectio. Nel nome di quella Scuola della Politica che i Repubblicani auspicano riprenda quota e che lo stesso Bonomi, intervistato da Marco Linari, pone al centro di una rigenerazione istituzionale di cui si avverte l’urgenza. “Quella che vedo, e che non considero neanche politica, dice, insistendo sulla “p” minuscola, esprime troppa impreparazione. Eppure, per amministrare la cosa pubblica, occorre sapere, conoscere, studiare”. Ed è proprio la matrice associativa dei Repubblicani, più palestra che podio, ad affascinare Bonomi, pronto a condividere ciò che, nella sua lunga esperienza, ha imparato su temi maiuscoli quali infrastrutture, public companies, energia e territorio. Certo, di politica ne ha fatta anche lui: ma erano gli anni ’90 e se, dell’esperienza locale, nutre ancora ricordi piacevoli, sulla parentesi parlamentari preferisce sorvolare. Ma allora, chiede giustamente Linari, è questo che manca all’appello, la conoscenza? Anche, taglia corto il “neo prof” dei Repubblicani: “Mancano umiltà e coraggio. Come quello che si imporrebbe per tornare a parlare di Federalismo: modello cruciale, ricco di potenzialità e rischi sui quali – chiosa – occorrerebbe riaprire un serio ragionamento”.

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