Duro l'affondo di Andrea Pellicini, Fratelli d'Italia, nei confronto del leader Cinque Stelle Giuseppe Conte.
Sullo sfondo, il referendum che dovrà decidere il destino della Riforma su separazione delle carriere dei magistrati, insediamento dell'Alta Corte e sdoppiamento del CSM.
In primo piano, il (forte) parallelo dell'ex premier tra sostenitori del Sì ed estensori del documento su cui poggiava la Loggia P2.
E oggi, la breve ma incisiva note dell'ex sindaco di Luino, avvocato di professione, deputato di maggioranza e membro della Commissione Giustizia della Camera, il quale scrive:
“E’ in assoluta malafede Conte quando ricollega la separazione delle carriere al Piano Rinascita della P2.
In quel documento c’era un po’ di tutto, anche la riduzione del numero dei parlamentari, bandiera dei 5 Stelle. Nessuno però si è mai sognato di dare dei piduisti ai grillini.
Il fatto - chiosa Pellicini - è che la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è alla base delle più compiute democrazie liberali, tant’è che la carriera unica fu introdotta nel nostro ordinamento nel 1941 su proposta del ministro della giustizia Dino Grandi. Altro che P2!”.






