Non è riuscita ad arrivare alla meta. L’amministrazione Airoldi è caduta prima, da subito logorata, poi minata e infine abbattuta da veti incrociati, smarcamenti e sgambetti vari.
Al centrodestra è bastato attendere, senza nemmeno infierire. Chi, come noi, ha seguito la campagna elettorale del 2020, ricorda molto bene le geometrie in campo, caratterizzate da un obiettivo condiviso: sconfiggere Alessandro Fagioli e impedirgli di tornare in sella.
Niente di strano, per carità: la politica dell’antitesi rientra nella liturgia del consenso: si critica, si attacca, si boccia e si creano alleanze funzionali a quello scopo.
L’impressione, però, è che la logica machiavellica del fine e dei mezzi abbia superato programmi, intese e sinergie.
Si sono unite le forze solo per vincere, non per costruire, né per fondare le partnership su qualcosa di più solido della vittoria.
Chiunque si candidi in vista di Giugno è avvertito: bisogna correre per qualcosa, non contro qualcuno.
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Matteo Inzaghi
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