La Lega ha depositato la proposta di iscrizione di Luigi Sacco nel Famedio cittadino, in occasione del 190° anniversario della sua scomparsa.
L’iniziativa porta la firma del segretario cittadino Marco Bordonaro, che sottolinea come “a questa figura importantissima la nostra città non ha mai tributato i dovuti onori.
A Milano gli hanno dedicato un importante ospedale, divenuto noto anche in tempi recenti durante la pandemia. A Varese, invece, abbiamo perfino permesso che venisse demolita la sua casa natale”.
“Ci chiediamo spesso quale vocazione dovrebbe avere Varese – prosegue il segretario della Lega – l’esempio di Sacco indica chiaramente la direzione.
La nostra città forma da anni medici, infermieri e fisioterapisti, dispone di due ospedali e possiede una vocazione prettamente sanitaria e universitaria”.
Luigi Sacco, nato a Varese il 9 marzo 1769, è con ogni probabilità il varesino più illustre di tutti i tempi. Medico brillante, laureatosi a Pavia, seguì presto gli studi e l’opera di Edward Jenner, diventando pioniere della vaccinazione antivaiolosa in Italia e in Europa.
"Partendo dalla castellanza di Casbeno, ricorda il "Bordo", Sacco estese la sua attività a Milano, Bologna, Brescia e Venezia.
Le vaccinazioni da lui direttamente effettuate sono stimate in circa mezzo milione, mentre quelle complessivamente coordinate superano il milione e mezzo.
Si può quindi affermare che abbia contribuito a salvare decine di migliaia di vite da una malattia che, all’epoca, presentava altissimi tassi di morbilità e mortalità".






