Cassani e i colpi di coda altrui: “Avanti a testa alta”

Parla il sindaco di Gallarate, raggiunto da un avviso di garanzia per turbativa d’asta. L’indagine rientra nell’ampio filone Mensa dei Poveri: “Io sono sereno e continuerò a lavorare per la mia città"

“Sono gli ultimi colpi di coda di una politica malata e che non mi appartiene”. Così Andrea Cassani definisce le dichiarazioni, rese nell’ambito dell’inchiesta Mensa dei poveri, che hanno portato la Procura di Milano a indagare il sindaco di Gallarate per turbativa d’asta. Nello specifico, il filone che coinvolge l’esponente leghista riguarderebbe la nomina di due professionisti incaricati di stendere un parere legale sull’azione che l’amministrazione Guenzani aveva avviato contro gli ex vertici AMSC, il cui dominus, per molti anni, è stato Nino Caianiello, protagonista della bufera giudiziaria scoppiata lo scorso 7 Maggio.

 

“Non ho nessuna intenzione di fare un passo indietro”, prosegue il Sindaco. “Attendo con fiducia e serenità gli esiti delle indagini, nella consapevolezza di essere totalmente estraneo ai fatti”.

 

In tanti ad appoggiare e sostenere Cassani. Primo tra tutti, il leader della Lega Matteo Salvini che ha definito il sindaco gallaratese esempio di buona e corretta amministrazione. 

 

 

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