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Crisi, match premier-Salvini. In Senato la resa dei… Conte

Per l'ormai ex premier quasi un'ora di intervento, con ripetuti affondi contro il leader leghista, accusato di irresponsabilità. La replica di Matteo: "Rifarei tutto". Renzi: "Il Paese paga la vostra sciaguratezza"

Uno sfogo ricolmo di disagio e delusione quello che Giuseppe Conte ha pronunciato dalle 15 alle 16 di questo pomeriggio, nell’aula del Senato.

Bersaglio prediletto dell’ormai ex Presidente del Consiglio, il leader della Lega, Matteo Salvini, artefice della crisi e primo firmatario della mozione di sfiducia che ha segnato la fine dell’esperienza del governo gialloverde, accusato di irresponsabilità, scarsa cultura istituzionale, incoscienza (anche per lo sfoggio di simboli religiosi in alcuni comizi) e reo, a detta di Conte, di aver innescato senza motivo, se non per ambizione personale e partitica, una crisi che rischia di costare molto caro al Paese.

Alle 16, l’apertura del dibattito: primo a parlare, lo stesso Ministro dell’Interno, che conferma di essere fiero e convinto delle proprie scelte, rimprovera Conte della sua sudditanza ai vertici europei e alla signora Merkel e getta acqua sul fuoco delle paure: “Se andiamo al voto in Autunno, il nuovo governo entrerà in carica a Novembre. Così facendo, non vi sarà alcun aumento dell’Iva“.

Infine, una promessa: “Se gli italiani ci daranno fiducia – annuncia Salvini – faremo una manovra economica coraggiosa, lungimirante, pronta a prevedere almeno 50 miliardi utili a tagliare le tasse che gravano su imprese e famiglie. Il nostro obiettivo è cambiare rotta e dare nuova speranza a un Paese altrimenti condannato alla decrescita infelice e alla cronica dipendenza dai giovani stranieri, nuovi schiavi che a qualcuno fanno comodo”. Infine, gli obiettivi dell’eventuale governo Salvini: “Daremo alla Pubblica Amministrazione più medici, più poliziotti, più strade, più ferrovie, più futuro”.

E’ poi intervenuto Matteo Renzi, ex premier e oggi senatore PD, che rimprovera al governo cosiddetto populista il totale fallimento politico di questo anno alla guida del Paese e sentenzia: “Avete azzerato la crescita e il PIL“. Sul voto anticipato, poi, l’esponente dem lancia a Salvini il guanto di sfida: “Nessuna paura: decideranno gli elettori. Ma aprire una crisi in questo modo è un atto irresponsabile, che ci espone alla nuova recessione che sta per colpire l’Europa”.

Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia): “Caro Salvini, perseverare è diabolico: mai più un’alleanza coi Cinque Stelle. A Renzi: “Critichi chi ha attaccato la tua famiglia, ma allora perchè strizzi l’occhio al M5S, principale artefice di quegli attacchi?”.

Anna Maria Bernini (Forza Italia) a Conte: “Dov’era in questo anno e mezzo, sulla luna? L’aumento di tasse e IVA sono stati previsti da voi nella vostra legge di bilancio. Ci avete fatto perdere tempo, ora è meglio votare!”.

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