“Spara a un agente, non a un ladro. Ti conviene”

Lo sfogo del segretario del SIULP Paolo Macchi, dopo l'ennesima "sentenza bizzarra"

Cinque anni fa sparò a un poliziotto. Oggi la Cassazione gli derubrica il reato, escludendo il tentato omicidio. Perché, secondo la Suprema Corte, il pregiudicato avrebbe sparato per fuggire, non per uccidere. Una sentenza che non sta né in cielo né in terra, secondo Paolo Macchi, numero uno del sindacato di Polizia: “Se spari a un ladro ti crocifiggono. Se spari a un agente, te la cavi”.

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