Tabaccai aperti: “Lo Stato non rinuncia ai nostri quattrini”

Lo sfogo di un commerciante di Gallarate, rimasto con la serranda alzata, nonostante la paura del coronavirus: "La beffa? L'aumento del costo delle sigarette, scattato proprio ieri"

Avrei lasciato la serranda abbassata molto volentieri. Ma non posso, perché alle sigarette (il cui costo è aumentato proprio ieri) e ad altri guadagni lo Stato non vuole proprio rinunciare. Anche a costo di metterci in difficoltà (e in pericolo)”. Questo lo sfogo di Alessandro Bossi, tabaccaio di Gallarate spiazzato e contrariato dalla chiusura (a singhiozzo) delle attività commerciali, decise dal governo e previste nell’ennesimo decreto a firma Giuseppe Conte. Questa mattina presto, il suo sfogo a Rete55, che già ieri aveva anticipato la problematica attraverso la voce di una tabaccaia di Varese, la quale, al contrario di Bossi, ha deciso di chiudere comunque (per rivedere il servizio, clicca qui).

Oggi quest’ulteriore affondo, in arrivo da una storica tabaccheria gallaratese.

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