Tragedia di Willy, “L’MMA non insegna ad uccidere”

Il maestro Claudio Alberton difende la disciplina, che il dibattito di questi giorni collega all'atroce assassinio del ventunenne di Colleferro: "Non è uno sport per violenti. Educa il corpo e la mente. E trasmette il rispetto per l'avversario"

Claudio Alberton è maestro di MMA, Mixed Martial Arts, disciplina sportiva tristemente balzata agli onori delle cronache nazionali perché praticata dai presunti assassini di Willy, il giovane di Colleferro brutalmente ucciso mentre tentava di sedare una rissa.

Quei ceffi – sentenzia Alberton, che Rete55 incontra nella palestra Urban Arena di Gallarate, in cui spicca la famosa “gabbia” – non c’entrano con la cultura dell’MMA, uno sport che educa alla fatica, al sacrificio, al rispetto per l’avversario: non confondete quegli individui con chi pratica, onestamente e seriamente, questa disciplina“.

Ecco la sua intervista.

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